L’Agente FIFA Fulvio Marrucco è intervenuto quest’oggi a Febbre a 90, in onda su Vikonos Web Radio/Tv. Ecco le sue dichiarazioni:
“La sconfitta del Napoli contro la Fiorentina è stata amara. La partita è stata strana, persa nel momento in cui sembrava recuperata, purtroppo a centrocampo i viola hanno sovrastato gli azzurri, il tardivo utilizzo di Mertens non ha aiutato. Il nostro campionato è atipico, se lo confrontiamo a Real-Chelesa e Bayern-Villareal viste ieri sera è un altro mondo, con 37enni come Modric e 35enni come Benzema che fanno la differenza ed il nostro amico Albiol che vince prima l’Europa League e poi va in semifinale di Champions.
A fare la differenza è la forza, la preparazione atletica, Modric recupera palla nei supplementari nella sua area di rigore senza boccheggiare, i nostri ritmi sono bassi e da questo bisogna ripartire, bisogna alzare ritmi e qualità, anche la Nazionale subisce le conseguenze della mediocrità del nostro calcio. C’è da dire che è anche colpa degli addetti ai lavori, individuiamo giocatori che vengono spacciati per fenomeni ma sono solo buoni calciatori e nulla di più. Non so quanti italiani, ad esempio, giocherebbero titolari in Premier League, forse non si contano nemmeno su una mano.
“In 15 anni i vivai hanno prodotto Baggio, Zola, Mancini, Totti. Ora i nostri tecnici tarpano le ali ai giovani in nome del risultato”
Come guarire il calcio italiano? Marrucco non ha dubbi: “Bisognerebbe ripartire dal settore giovanile, con allenatori addetti e che non giochino per il risultato, che meriterebbero incentivi per il lavoro che fanno. In 15 anni, in passato, l’Italia ha prodotto i vari Baggio, Zola, Mancini, Del Piero, Totti e Cassano, oggi nelle Under ci sono mica questi talenti, solo buoni giocatori che non cresceranno mai. Gli allenatori dei settori giovanili vivono in funzione del risultato e tarpano le ali ai giocatori, gli fanno fare le cose semplici imbavagliando la loro fantasia in nome della vittoria. Questo non farà mai crescere i nostri ragazzi.
Zola? Ha giocato e vinto a Napoli e Parma, ma per trovare la sua definitiva consacrazione ha dovuto trasferirsi in Inghilterra, in quella Premier che stava iniziando a cambiare. E come lui, anche altri giocatori, e prendo ad esempio Paolo Di Canio, altro talento del nostro calcio. Gianfranco ha forse avuto meno di quanto avrebbe meritato, nel nostro campionato: d’altro canto, quando non vesti una maglia a strisce sei meno tutelato, sponsorizzato… Ma lo stesso Zola, a proposito dei nostri giovani, e dello spirito di emulazione e crescita, mi ha sempre detto, che l’anno più importante della sua carriera è stato il 1989-90, quello del secondo scudetto del Napoli. L’ha vissuto praticamente sempre dalla panchina, ma guardando giocare Maradona e Careca ha imparato tantissimo, migliorando sensibilmente.
Sono convinto che la resurrezione del nostro calcio passi per gli italiani di seconda e terza generazione, un giusto mix sarebbe perfetto, renderebbe il movimento allo stesso livello degli altri paesi europei, soprattutto alla luce di quanto accaduto in Germania e soprattutto in Francia. Il calcio purtroppo rispecchia la nostra società, avevamo tanti piccoli talenti e penso a Flachi, Morfeo, Zauli, oggi farebbero la differenza senza ombra di dubbio e invece – chiude Marrucco – siamo arretrati”.
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