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Anellucci: “Ero preparato all’addio di Koulibaly. Calcio italiano ormai senza appeal”

todayLuglio 15, 2022 37

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AnellucciL’agente FIFA Claudio Anellucci è intervenuto a Tempi Supplementari, su Vikonos Web Radio/Tv. Ecco le sue dichiarazioni:

Cavani? Spero per lui e per chi ha la sua gestione (il fratello Walter Guglielmone, ndr) che abbiano ancora frecce al loro arco, lui sta benissimo, l’unico infortunio l’ha avuto quest’anno, ma d’altro canto lo United non è che abbia fatto chissà cosa. Sinceramente in Italia farebbe ancora benissimo. Oltretutto, vista putroppo la decadenza del nostro calcio, dove Ibra fa ancora la differenza nel Milan campione d’Italia, perché non dovrebbe farla ancora Edi?

Il mercato del Napoli? Sono molto legato alla città, ho figli napoletani, un mese fa dissi però a tutti di prepararsi alla cessione di Koulibaly. Conosco il modus operandi della società, che ha provato sì a primeggiare, ma poi però alla fine, a lungo andare cede sempre i suoi pezzi pregiati. Quest’anno poi sono davvero preoccupato: quando costruisci una colonna portante con portiere, difensore centrale e i due attaccanti, diventa un grosso problema perderli, per il gruppo e per tutta la squadra, che ora va rivoluzionata e non è semplice farlo.

“Quando Cavani andò al PSG, la Ligue 1 non aveva appeal. Ora Kim va al Rennes…”

Il calcio italiano è sull’orlo del disastro, stiamo dicendo da anni che ci sono lacune grosse, dalle strutture, agli stadi. Gli altri vanno avanti, noi no. Quando Cavani andò al Psg, ad esempio, la Ligue 1 non aveva ancora appeal, oggi ci troviamo di fronte al fatto che Kim va addirittura al Rennes, bisognerebbe andare a fondo a certe dinamiche per capire la crisi del nostro calcio.
Vent’anni fa dicevo di pensare seriamente al settore giovanile, ora forse avremmo un calcio vero, con giovani formati, oggi i vivai sono zeppi di calciatori stranieri, con tutto il rispetto per loro naturalmente. Invece in Federazione – conclude Anellucci – bisognerebbe insierire una legge, che nei settori giovanili dovrebbero esserci solo giocatori italiani, naturalmente anche di seconda generazione, come accade in tanti altri Paesi. Se penso che per il secondo anno di fila guardiamo i Mondiali da spettatore, mi mangio le mani”.

Scritto da: Vikonos

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