Immaginate di essere uno scienziato che scopre l’esistenza degli alieni: Come annuncereste al resto del mondo una scoperta così epocale? E che cosa potrebbe succedere se poco dopo si scoprisse che vi siete sbagliati?
ALIENI! ANZI, NO… Per togliervi tutti i dubbi e rispondere a queste domande, alcuni ricercatori della NASA hanno pubblicato un articolo su Nature che propone linee guida su come raccontare al mondo una scoperta così importante. Scrive James Green, della NASA: «Realisticamente la nostra generazione potrebbe essere quella che scoprirà prove di vita al di fuori della Terra. Questo potenziale privilegio ci pone di fronte anche a responsabilità. Perché spesso dobbiamo fare i conti con un’idea sbagliata che ha la gente a proposito di “alieni”: ossia che la scoperta della vita extraterrestre sia una certezza acquisita al 100 per cento e che in caso contrario sarebbe una bufala. In altre parole ci si aspetta che nel momento in cui si dirà “abbiamo scoperto la vita extraterrestre!”, l’affermazione sarà così sicura che non si potrà tornare indietro».
I FALSI ALLARMI. Questa premessa è indispensabile soprattutto nel caso di “falsi allarmi”, in cui sarà necessario fare anche un dietrofront. Richiederà il coinvolgimento di scienziati, tecnologi e media che si confronteranno tra loro innanzi tutto per stabilire quali sono le prove oggettive che consentiranno di affermare che si è davvero davanti a forme di vita aliena e, in secondo luogo, per determinare quale sia il modo migliore per comunicare queste prove.
LA SCALA A 7 LIVELLI. Il gruppo di lavoro propone una sorta di scala chiamata Confidence of life detection (CoLD) che contiene sette livelli: i più bassi (1 e 2) si concentrano sull’identificazione iniziale di potenziali “biofirme”, attività coerenti con l’origine biologica. I passaggi 3 e 4 si focalizzano sullo studio dell’ambiente intorno alle biofirme, per verificare se sia effettivamente “abitabile”.
I livelli più alti della scala implicano la conferma del risultato iniziale con prove indipendenti tra loro e il rigetto di ipotesi alternative sviluppate dalla comunità in modo specifico per dare una risposta al risultato iniziale. Se tutti i soggetti coinvolti avranno familiarità con questa scala, allora ci sarà una consapevolezza diffusa che ogni singolo risultato potrebbe essere cancellato in qualsiasi momento.
IL “PASSO” DECISIVO. L’ultimo passo sarebbe il più difficile da realizzare, soprattutto se si considerano i potenziali risultati delle missioni attuali. Il Perseverance Rover della NASA, ad esempio, sta attualmente girando nel cratere Jezero di Marte alla ricerca di segni di vita antica. Il rover è dotato di tutti i tipi di strumenti che gli consentirebbero di rilevare la vita fino al livello 5, ma sarebbe necessaria un’analisi dei campioni riportati a Terra per raggiungere il livello 6; e raggiungere il livello 7 potrebbe comportare indagini ulteriori su altri posti su Marte.
Questa scala comunque, potrebbe non essere quella definitiva, anzi potrebbe essere sostituita da altre scale, dicono i ricercatori, ma quel che è importante è che si apra un dialogo su questo argomento…
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