Il cinema sta vivendo un momento pazzesco grazie a due film che stanno riscuotendo grandissimo successo: da una parte il Re del Pop Michael Jackson, dall’altra il ritorno di Andy Sachs e Miranda Priestly. Due mondi diversi ma uniti da una forza incredibile, capaci di attirare un pubblico di tutte le età, confermando che il grande schermo ha ancora tantissimo da dire e sa come attirare l’attenzione, nonostante negli ultimi anni, purtroppo, le sale dei cinema si siano svuotate sempre di più, a causa del fenomeno delle piattaforme streaming.
Il biopic su Michael Jackson è un’immersione totale nella vita di uno dei più grandi pilastri della musica mondiale. Il film non si limita a celebrare gli immensi successi e le coreografie che tutti, a prescindere dalle generazioni, conosciamo, ma racconta diversi dettagli della persona, che vanno oltre al personaggio esposto al pubblico. Vengono messi in luce aspetti davvero nobili del suo carattere, come l’ umiltà e la sua gentilezza, ma anche i punti più cupi e difficili della sua carriera. Nel ruolo del protagonista vediamo Jaafar Jackson, nipote di Michael. Inoltre è stato lasciato intendere, che questo film sia solo il primo capitolo, dato che molto probabilmente ne seguirà un secondo.
In questo sequel de “Il Diavolo veste Prada”, l’attenzione si sposta sulla maturità di Andy Sachs (Anne Hathaway), che ritroviamo molto più sicura di sé e determinata a proteggere la propria integrità. Non è più la giovane assistente intimidita dall’arroganza e dalle lezioncine sul “blu ceruleo”, ma una vera e propria professionista: una donna forte che non ha smesso di credere nel giornalismo di qualità, rifiutandosi di vendersi alla superficialità dei social media (dilagante purtroppo al giorno d’oggi). Andy, quindi, si mostra, anche in questo film, mai banale, mantenendo quel tratto distintivo che le permette di distinguersi in un ambiente basato quasi interamente sulle apparenze. Anche Miranda (Maryl Streep) appare decisamente diversa: viene messa incredibilmente in crisi da alcune difficoltà che è costretta a fronteggiare.
Insomma, tra musica e moda, titoli come questi ci ricordano che i film visti sala sono tutta un’altra cosa. Lo streaming è comodo, certo, ma le icone e i grandi ritorni vanno vissuti sul grande schermo, perché alla fine è anche più bello così: spegnere il telefono, immergersi in un racconto, aspettare la pausa per andare a prendere i popcorn… tutto per staccarsi dalla realtà e immedesimarsi nelle vite dei personaggi per un paio d’ore!
Commenti post (0)