Il Verona strappa il pari al Maradona, il Napoli attacca ma non sfonda il muro gialloblù. Finisce come nell’ultima giornata dello scorso torneo, 1-1, un punto a testa e qualche rammarico, per gli azzurri, colpiti dal Cholito Simoeone e bravi a rimettere subito le cose a posto con Di Lorenzo. Peccato, perché in attesa del derby di Milano, vincere contro gli scaligeri sarebbe stata un’occasione d’oro per mettere pressione ai rossoneri di Pioli, ad ogni modo un Napoli un po’ impreciso nella rifinitura e nelle conclusioni verso la porta di Montipò.
Buona, tutto sommato, la prestazione della squadra, cui è mancata la zampata finale, ma il Verona s’è dimostrata una formazione in salute, attenta, dinamica, con Simeone in stato di grazia e Barak un’inesauribile fonte di gioco ed energia.

Proprio Barak confeziona l’assist all’attaccante argentino: Mario Rui è ingenuo a concedergli la linea di fondo, poi Simeone è bravo ad anticipare Rrahmani, un po’ lento a dire il vero nell’occasione. Il destro violento di Di Lorenzo ha riacceso un Maradona finalmente passionale – gli ultras della Curva A sono tornati, seppur nell’anello inferiore – ma il Napoli, pur dominando e concedendo un paio di pericolose ripartenze, non riesce ad affondare. Certo, i due pali di Osimhen e Mertens hanno strozzato in gola l’urlo di tutto lo stadio…
Solita diga Anguissa, sotto tono Zielinski e Fabian, così come evanescente il Chucky Lozano. Insomma, si poteva fare di più, nonostante il Verona non abbia rubato assolutamente nulla. Ora la sosta, poi con Inter, Lazio, Sassuolo ed Atalanta il campionato del Napoli entra nella sua fase più importante…
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